|
La
carne e il metallo hanno rappresentato concetti spesso
agli antipodi nella storia dellumanità. La
carne, impasto di sangue e muscoli, passionale e vibrante,
cuore generoso e corruttibile dellagire umano; il
metallo, inattaccabile e tagliente, algido nella sua purezza
e perfezione.
Lestensione del concetto di metallo ai semiconduttori
ha sconvolto queste certezze e cambiato le prospettive.
Il silicio, che sta alla base dei circuiti stampati, e
quindi dei computer e di ciò che potrà diventare
lintelligenza artificiale, è un materiale
sul quale impostare forme di vita parallela a quelle che
conosciamo, basate sul carbonio: ce lo hanno raccontato
le ipotesi degli scienziati, le opere di scrittori visionari,
e a poco a poco è diventato realtà.
Il metallo può dunque diventare una cosa viva,
senziente, e per contro la carne può risultare
sintetica, frutto di un processo industriale e non più
creativo.
I due poli opposti possono adesso convivere in quel laboratorio
di azioni e di sentimenti che è il corpo umano:
come nella filosofia dello yin e dello yang, nel campo
dellattività umana cè il germe
dellevoluzione della macchina, e nella polarità
meccanica cè la tendenza della macchina a
diventare antropomorfa, ad essere un simulacro delluomo.
È dallinizio della rivoluzione tecnologica
che la fantascienza racconta la storia di unibridazione
progressiva tra luomo e la macchina, e del passaggio
dal corpo materiale a quello virtuale. Un percorso accidentato,
fatto di speranze e di illusioni, di paure latenti e di
orrori conclamati, troppo pericoloso per farsi guidare
solo dai professionisti, spesso incapaci di far dialogare
tra loro tecnologia e morale. Nel cyborg collassano i
concetti tradizionali di individuo e specie, di conoscenza
e coscienza: non so se nel futuro sogneremo pecore elettriche,
di sicuro dovremo avere nuove forme di rispetto e di comprensione
per ciò che è umano e per ciò che,
nellambiente che ci circonda, potrebbe rivendicare
i nostri stessi diritti.
Ciò che mi piace nella fantascienza e in quella
inesauribile fabbrica di sogni che continua ad essere
il fumetto, è la capacità di tradurre questi
temi in immagini e in avventure comprensibili e avvincenti,
recuperando quella capacità narrativa che, per
paradosso, proprio nellera dellinformazione
sembra essersi affievolita. La capacità di sognare,
a volte, è il miglior antidoto contro gli incubi.
Giampiero Leo
Assessore alla Cultura
della Regione Piemonte
|