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CYBORG: LO SHOCK DEL FUTURO...

Luce virtuale (Italian Acropolys) e' una mostra di tavole originali a fumetti e di illustrazioni che vuole rappresentare un piccolo omaggio alla rivista "Cyborg", un coraggioso esperimento editoriale che ha attraversato come una cometa, alcuni anni or sono, il panorama del fumetto italiano. L'omaggio, che fa parte del progetto speciale "Metallo urlante", non e' affatto casuale, visto che, a tutt'oggi, Cyborg ci sembra essere stato l'unico, vero esempio di fumetto cyberpunk nazionale. Pubblicata per la prima volta, con cadenza mensile, nel gennaio del 1991 dalla casa editrice Star Comics, "Cyborg" ha attraversato una prima breve esistenza, piuttosto travagliata, sotto la direzione di Daniele Brolli. Ha vissuto in seguito una seconda, altrettanto breve, esistenza editoriale, sempre con Brolli al comando, e poi ha definitivamente chiuso i battenti per scarsita' di vendite. Sulle sue pagine si sono alternati, per i disegni, alcuni dei nomi piu' interessanti della scena "alternativa" made in Italy: Palumbo, Nizzoli, Fabbri, Catacchio, Frisenda, Ghermandi, Fara. E, per i testi, sceneggiatori e critici come lo stesso Brolli, Semerano e Caronia. "Luce virtuale" offre al pubblico una selezione del lavoro svolto da tre dei disegnatori piu' rappresentativi di questa esperienza: Davide Fabbri, Marco Nizzoli e Giuseppe Palumbo.

"E' paradossale, ma proprio in questi anni in cui le missioni astronautiche hanno subito un brusco ridimensionamento dopo la tragedia dello Shuttle, il futuro sembra piu' vicino che mai. Probabilmente con quell'evento catastrofico e' terminata l'epoca dello spazio vissuto come frontiera pionieristica, per divenire elemento di una quotidianita' sempre piu' vasta. I nostri messaggi telefonici rimbalzano sui satelliti orbitali, riceviamo trasmissioni emesse dall'altro capo del mondo, ascoltiamo i rumori del cosmo, le sonde si sono incaricate di esplorare l'universo per nostro conto...non e' piu' necessario mettere a repentaglio vite umane perche', lasciato il corpo a terra, le nostre idee viaggiano ovunque: nelle vastita' dello spazio come nei programmi di un computer. E' l'epoca della tecnologia diventata ormai familiare. Si puo' partire da qualsiasi parte ma si finisce sempre per arrivare al computer, che ormai e' diventato personal per antonomasia. Le nostre esplorazioni avvengono per la maggior parte per suo tramite e le possibilita' della nostra mente sono amplificate dal suo uso. L'avvento dell'informatica ha portato con se' velocita' di ragionamento sempre piu' rapide. Ci sembrava che il fumetto fosse uno dei pochi strumenti di comunicazione recalcitranti ad accorgersi dei ritmi assunti dalla civilta' contemporanea. Eppure film come Blade Runner, Alien e Robocop hanno aperto certe frontiere dell'immaginario. La letteratura fantascientifica era gia' entrata con William Gibson e gli altri cyberpunk nell'era delle trame informatiche, intuendo ricerche scientifiche in corso e suggerendo scoperte. Insomma, ci e' venuta voglia di iniziare, immodestamente, una nuova era del fumetto, che risponda maggiormente alle esigenze della nostra sensibilita' di fine millennio. E nel farlo abbiamo immaginato un universo comune che fa da sfondo a tutte le storie. Abbiamo pensato citta' e progettato come nella produzione di un kolossal. Cercavamo personaggi che potessero cavalcare le infinite diramazioni dei nostri futuri e speriamo di averli trovati. Ma perche' il nostro sogno si completi abbiamo bisogno di molti lettori attenti, che ci seguano e dialoghino con noi. Speriamo di aver trovato anche quelli..."

Daniele Brolli (editoriale apparso sul numero uno di "Cyborg", gennaio 1991)

 

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(ITALIAN ACROPOLYS)"